Sono stanca. No, non ho dormito – come avevo detto. Non so come, mi sono ritrovata a camminare tutto il giorno per le strade di Atene.
Tra l’altro, Atene è l’unica città in cui tutto sembra lontano ma – alla fine – ti accorgi che tutto è vicinissimo. E – senza volerlo – in certi punti ci passi anche tre o quattro volte nell’arco di poche ore.
Le migliori conversazioni della giornata:
- “Dovresti visitare l’Asia, hai detto che qua è tutto uguale. Da noi, tutto è diverso” – Si, è sempre la solita coinquilina, quella di ieri. No, non ricordo di averlo detto. Si, dopo un po’ è tutto uguale. Bellissimo, ma uguale;
- “Eh no, te proprio non sei uguale a noi. Te vieni dal nord Italia, mica dal sud. Siete troppo germanici” – detto da George, il tour leader greco ma cresciuto a Londra;
- “Io non ti credo che vieni dal nord. Qualcosa deve essere andato storto, te non sei affatto nordica” – sempre lui.
- “Hello hello, welcome back!” – l’uomo del ristorante di ieri sera. Quella pita kebab che non ho preso ieri mi faceva troppo gola. E ho deciso che meritava almeno un take away. E la felicità di quell’uomo nel dire questa frase mi ha resa immensamente felice della mia decisione.
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