Una stancante camminata in montagna

Una stancante camminata in montagna

Stavo camminando da appena mezz’ora, mi sembrava di non riuscire più a respirare e la cima era ancora nascosta. Non volevo mollare, anche se ero fuori allenamento sapevo di potercela fare. Provavo a pensare ad altro, mi fermavo per bere un sorso d’acqua, provavo a non guardare in alto per non sapere quanta strada avevo ancora davanti.

Perché non volevo fermarmi a metà strada, vista la fatica? Potevo tornare indietro, allenarmi con sentieri più brevi, sentieri che sa fare anche chi non è cresciuto in montagna come me.

Non serve raccontare il giorno o il luogo, è una situazione che ho vissuto varie volte negli ultimi anni, da quando sono andata a vivere ad Amsterdam e tutto attorno a me è piatto.

È capitato anche recentemente, è lì che ho finalmente ammesso a me stessa che mi manca davvero tutto questo. C’è qualcosa di più forte che mi spinge a continuare, a provare gioia in quella difficoltà. È guardarmi intorno ed ammirare la bellezza della natura. È arrivare in cima, osservare un ennesimo, meraviglioso, panorama e ricordarmi che so ancora emozionarmi per le “piccole” cose.

Se sai commuoverti davanti ad una bella vista, osservando le stelle oppure guardando dei piccoli anatroccoli appena nati, non potrai mai essere una persona triste.

One comment

  1. lukenter

    Ciao Maddalena, quella sensazioni di trovare il punto di arrivo a tutti i costi e’ scritta nel nostro DNA.
    Per 150 mila anni (o forse piu’) la nostra specie ha girovagato nomade per il pianeta. Partiti dall’Africa abbiamo colonizzato l’intero globo. Sempre con la stessa gioia di essere giunti finalmente alla meta dopo immani sforzi. In molti di noi questo retaggio e’ ancora vivo.
    Un caro saluto. Lucio.

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