L’improvvisa risata di un bambino

L’improvvisa risata di un bambino

Oggi stavo aspettando il mio ragazzo fuori dal suo ufficio. Persa nei miei pensieri, stavo (ingiustamente) facendo poca attenzione a ciò che mi stava intorno. Ad un certo punto, la mia distrazione è stata interrotta da un rumore improvviso e bellissimo: la risata a crepapelle di un bambino. La voce sembrava di qualcuno che avrebbe potuto avere a malapena tre anni.

Mi sono serviti pochi istanti per voltare lo sguardo, la mia mente ha avuto il tempo di immaginare la scena che mi si sarebbe presentata davanti: un papà, o una mamma, con suo figlio in braccio che si guardano e ridono.

Stavolta sbagliavo. La scena era completamente diversa: un bambino, così piccolo da avere ancora una bicicletta che funziona a spinta, muove i suoi minuscoli piedi avanti e indietro per andare avanti il più veloce possibile. Percorre tutto il marciapiede, accanto ad una delle strade più trafficate del centro di Amsterdam, e supera dei piccoli incroci senza nemmeno rallentare. Ride come un matto. Ride di gusto.

In Italia, una qualsiasi mamma avrebbe iniziato ad urlare al bambino, a dirgli di rallentare, a metterlo nel passeggino e a portarlo a casa. Il padre olandese, invece, lo accompagna correndo accanto a lui e ridendo insieme a lui.

Un bimbo è una persona: aiutalo a crescere, lascia che sia sé stesso.

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