Madda on the road – Giorno 1, Sofia (Bulgaria)

Madda on the road – Giorno 1, Sofia (Bulgaria)

I miei amici senesi, per la laurea, mi hanno regalato un buono Ryanair. Ho pensato bene di non lasciarlo marcire e quindi eccomi qua – prima vacanza on my own, completamente sola.

Un atterraggio traumatico

Un tempo, ero una brava viaggiatrice. Organizzata. A volte, anche troppo. Ebbene, sono cambiata.

Appena atterrata a Sofia, mi ricordo che mi sono dimenticata di prelevare prima di partire – giusto per essere sicura di avere qualche soldo in tasca. Ad ogni modo, la Bulgaria non fa parte di Schengen. Quindi, avrei fatto come sempre: prelievo di valuta locale ai bancomat dall’aeroporto. Non c’è da preoccuparsi.

Ebbene si, c’è da preoccuparsi. Chissà come, chissà perchè, qualsiasi bancomat dall’aeroporto di Sofia accetta solo determinati circuiti. Che – ovviamente – non includono nessuna delle tre carte/bancomat che ho con me.

La mia vita ad Amsterdam non prevede contanti. Solitamente, 5 euro nel portafoglio mi durano almeno un mese. A volte, mi accorgo di non avere contanti da due o più settimane. Considerato questo, e considerato che nessun bancomat funzionava: panico. E disperazione. In che posto del medioevo sono finita?

Dopo aver sudato freddo per qualche lungo minuto, mi rendo conto di avere nel portafoglio 80 euro (“Grazie mamma per essere venuta a trovarmi – un mese fa – di avermi lasciato pagare varie cose e, alla fine, decidere di rimborsarmi in contanti invece che con bonifico, come avrei preferito io“).

Mi fiondo immediatamente dagli amici del cambio valuta e, con questi nuovi soldi in mano, mi dirigo sollevata alla metro. Dove scopro che ci sono anche bancomat della UniCredit e di altre banche internazionali, tutte che accettano i miei bancomat.

Ed anche stavolta, lezione imparata.

Il vero primo giorno

Dopo essere arrivata in ostello, conosciuto l’unico compagno di stanza (un olandese che parla male inglese e che passa giorno e notte a giocare al computer) ed essere stata risucchiata dal mio letto, è finalmente arrivato il primo vero giorno di ferie.

Mi alzo, la città ancora ricoperta di neve, il sole che splende in cielo.

Decido di partecipare al Free Sofia Tour. A Copenhagen, era stato interessante. Non so nulla della storia di Sofia, è arrivato il momento di imparare.

Non ho idea di come sia successo. Dopo il tour, mi ritrovo improvvisamente a fare pranzo + visitare la città con un 70enne napoletano – che non capisce una parola in inglese – e il suo nuovo amico 30enne svizzero, conosciuto in ostello, – che l’italiano lo capisce ben poco.

Nino (il napoletano) entra in una chiesa durante un funerale ed esce pochi minuti dopo con dei dolci bulgari, senza capire bene cosa sia successo.

Sebastian (lo svizzero) annuisce e sorride di continuo a Nino, ormai per inerzia. Nino parla ininterrottamente, nonostante nessuno lo capisca. E Sebastian si mangia i suoi dolci presi al funerale.

Io (trentina ormai con influenze olandesi) riesco a litigare con Nino, il quale – improvvisamente – inizia a fare il suo saggio discorso su quanto l’Italia sia stata rovinata rovinosamente ed esclusivamente dai politici, dagli extracomunitari e – giusto per restare in tema – dai bulgari.

Chissà cosa succederà nei prossimi sei giorni

Un altro giorno a Sofia, poi un paio ad Atene ed altrettanti a Salonicco.

Le basi per una vacanza indimenticabile ci sono tutte. Delle ferie iniziate così, non possono che andare alla grande.

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