Camminare stanca
Vabbè, questo è un dato ben noto a tutti. Ma lo voglio dire comunque: è il secondo giorno a Sofia e sono stanca.
Ad ogni modo – se mai vi dovesse capitare di essere da queste parti – usate il meno possibile i trasporti pubblici. Camminate fino allo sfinimento. La parte più bella della città è quella nascosta nelle vie secondarie.
Considerazioni finali
Domani mi alzo presto, direzione Atene. Cosa mi porterò dietro da questi due giorni?
- Nonostante sia terminata da qualche anno, mi è sembrato di immergermi nell’epoca sovietica. A partire dal controllo del passaporto una volta atterrata (si, la Bulgaria fa parte dell’Unione Europea), fino a tutti quei piccoli elementi della città che trasmettono la difficoltà con la quale il Paese – un po’ alla volta – si sta riprendendo.
- L’immenso numero di senzatetto, di gente che fa l’elemosina, di persone che rovistano nei cassonetti. Tristezza.
- Gli omini dei parcheggi. Lo so, non sense. Ma mi hanno colpita. Non esistono parchimetri, solo omini che rincorrono qualsiasi macchina si approcci a parcheggiare.
- Il caffè. Incredibilmente, si trova del buon espresso.
- Io che faccio foto alle mille cabine telefoniche che ci sono per strada. Come quei cinesi che prendevo in giro in Italia. Come se non avessi mai visto una cabina telefonica.
