Rispolverando il passato

Rispolverando il passato

In questo periodo, anche grazie ai due traslochi fatti a pochi mesi di distanza, sto rispolverando molti ricordi del passato: quel biglietto di auguri speciale, quella foto dimenticata nel cassetto, quel souvenir improvvisato di un viaggio indimenticabile. Ogni volta mi scappa un sorriso, ripenso a quel preciso momento della mia vita e a quante cose sono cambiate negli ultimi anni. Oggi ho trovato un reperto di tipo diverso, ma altrettanto significativo per me: un articolo del mio blog che era rimasto in “Bozza”, non avevo mai avuto il coraggio di pubblicarlo. Leggo la chiusura di quel post, ragiono su tutto ciò che ancora non potevo sapere, e non posso far altro che sorridere ancora una volta.

E perché no, lo pubblico ora, a distanza di 4 anni.

Il mio 2017, una storia di vita qualunque

Per la settimana del 21/27 dicembre, Rob Brezsny – nel suo oroscopo su Internazionale – ha dato il seguente compito per tutti:

“Scrivi una parabola o una fiaba che riassuma com’è stata la tua vita nel 2017”

Come sempre, Rob non delude. Se non l’avete mai letto, iniziate a farlo subito; non importa che leggiate il vostro vero segno, quello della nonna o quello della fidanzata, leggete qualsiasi cosa. Rob, infatti, ti fornisce degli spunti bellissimi per vivere la vita in serenità.

E in un momento nel quale tutti si inventano buoni propositi per il nuovo anno, lui ti suggerisce di guardare indietro.

Ci voglio provare… Non uscirà di certo una parabola o una fiaba, ma spero esca perlomeno una bella storia.

Capitolo 1

Mi sveglio nella mia solita stanza, quella che è stata la mia stanza negli ultimi tre mesi. Quella stanza che non mi piace proprio ma che era molto meglio di tutte le altre che avevo visitato.

È l’inizio di un nuovo anno, un nuovo anno che chissà cosa mi porterà. Non ho fatto grande festa ieri, solo una cena tra amici e una serata divertente e piacevole. Dopo una buona birra pomeridiana alla Brouwerij ‘t IJ, domani si torna al lavoro. Ah no, al tirocinio.

Inizio l’anno come tirocinante in una piccola startup di soli olandesi. Nel tempo libero, esco con qualche amico. Nel tempo ancora più libero, studio. Sto provando a portare avanti la mia sfida personale: laurearmi in tempo, a distanza di 1500 km. Il tirocinio non mi piace, mi fanno fare cose ma non imparo quasi nulla. Inoltre, non riesco a trovarmi bene con i colleghi. Dopo solamente due settimane dall’inizio, le giornate non mi passano più.

La mia più cara amica mi convince a tornare a giocare a pallavolo. Non ne sono tanto convinta. Per carità, mi piaceva un sacco giocare ma sono passati anni – e poi non ho voglia di fare troppa fatica, la vita ad Amsterdam mi piace anche senza sport, faccio già tanta bicicletta. Ma vabbè, alla fine non mi cosa nulla provare un paio di volte.

Capitolo 2

Apro gli occhi in una fredda giornata di primavera. Sono già tre settimane che ho finito il tirocinio, quel tirocinio tanto noioso. Continuo a mandare curriculum ma nessuno ancora mi ha risposto. Il mio conto corrente sta cambiando colore. Inizio a pensare al piano B – commessa, cameriera o qualcosa del genere –, cinquanta copie del mio curriculum sono lì, sul comodino, che mi fissano. Ogni sera, prima di addormentarmi, spero di trovare le forze per portarli in giro il giorno dopo.

Passo tanto tempo da sola e l’umore è molto basso.

Da poco più di un mese ho cambiato casa, bellissima! Ma ci sono problemi con la registrazione e non so quanto potrò rimanere. Non sono ancora al corrente che, in realtà, tutto si sistemerà a breve e riuscirò a rimanere più del previsto; passo le ore pensando alla nuova ricerca che dovrò fare – ancora una volta – tra poche settimane.

Ho tanto tempo libero ultimamente, quindi provo a scrivere la tesi, una pagina alla volta, provando a trovare soddisfazioni almeno lì. E rischiando di dimenticare che mi mancano ancora tre esami prima della laurea.

Capitolo 3

Quando mi sveglio, Spotify mi sta facendo ascoltare “Meraviglioso” dei Negramaro. Guardo l’orologio, manca ancora un’ora prima di atterrare ad Amsterdam. Mi perdo con lo sguardo nelle nuvole sotto di me e sorrido: ho finito gli esami, ce l’ho fatta. Nonostante gli ultimi tre mesi di lavoro a tempo pieno e le tante serate passate a giocare a pallavolo, ce l’ho fatta.

Ma come non ti accorgi
Di quanto il mondo sia
Meraviglioso

Tu dici: “Non ho niente”
Ti sembra niente il sole?

Capitolo 4

Ho mal di testa e non voglio alzarmi dal letto. È il mio giorno libero e decido di rimanere sotto le coperte pur senza dormire, posso permettermi di farlo.

È quasi finito il 2017 e ripenso all’anno che è stato. Quel primo gennaio sembra cosi lontano: ora sono laureata, metà delle mie serate le passo a giocare a pallavolo, ho un lavoro che – per quanto pieno di difetti – mi piace e sto facendo bene, ho una vita sociale che mi piace un sacco. Sono serena.

Non avrei dovuto preoccuparmi cosi tanto, dodici mesi fa.

Eppure, mi preoccuperò allo stesso modo per quei dodici che mi aspettano.

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